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Focus on – Polvere

Focus On

Cast

  • Coreografia: Sonia Di Gennaro
  • Performing Arts Group – Compagnia Giovani Movimento Danza
  • Produzione: Movimento Danza, MiC, Regione Campania 

Interpreti

  • Roberta Ascione
  • Maria Giovanna Cimmino
  • Martina Galardo
  • Francesca Gifuni

Sinossi

Focus on è un work in progress in cui Sonia Di Gennaro esplora, con il Performing Art Group, le possibili relazioni che fanno parte della nostra quotidianità: incontrarsi, come ignorarsi o perdersi, fino a ritrovarsi. Un primo studio in cui lo sguardo del danzatore si incrocia con gli altri corpi creando figure, costruendo immagini, proiettando ombre, che si allungano, ondeggiano, fluttuano in un mondo dai confini incerti e mutevoli.

A seguire

Polvere

Cast

  • Coreografia: Gabriella Stazio
  • Sound Design: Francesco Giangrande
  • Luci: Alessandro Messina
  • Musiche: Yann Tiersen, Morgan, F.Buscaglione, Jimmy Fontana, Massimo Ranieri, Patty Pravo, Rino Gaetano

Interpreti

  • Sonia Di Gennaro

Sinossi

L’incoerenza, la mancata coesione delle particelle di un corpo, di una sostanza, può avere i suoi lati positivi. Come il potersi insinuare ovunque, di volare almeno per un po’ e poi di depositarsi, penetrare nuovamente in altri luoghi o nello stesso posto, di essere quasi invisibile, almeno all’inizio. Pensi di averla mandata via (l’incoerenza), ma non è così. Ritorna.

Un corpo coerente non può comportarsi allo steso modo, perché le particelle si aggregano, si consolidano, diventano materia e sei fregato.

Devi iniziare a pensare al peso, alla dinamica, alla forza, alla qualità, insomma un sacco di cose.

E oggi ti chiedi: ne vale la pena?

Anche l’incoerenza di pensiero è una bella qualità.

Puoi fare un po’ quello che ti pare, negando quello che hai appena affermato, senza una logica, senza una etica, senza un preciso perché. Infatti il pensiero incoerente mi sembra stia avendo un bel successo ultimamente.

Nel caso in cui le particelle di incoerenza sono minutissime come la polvere, e non la vedi quasi (eppure c’è), ti chiedi addirittura se sia il caso di spolverare, tanto non si vede, tanto poi si riforma.

Tanto non ne vale la pena.

Ognuno di noi avrà avuto un minutissimo momento di polvere di incoerenza nella vita. Ognuno di noi dovrebbe conservare (nella polvere) un pensiero incoerente, come un ancora di salvezza.

Questo è il mio.

 

Polvere: minutissime particelle incoerenti

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Adda passà

Cast

  • Autore e Regia: Alfonso Grassi
  • Produzione: ArTeatro

Interpreti

  • Emilia Bruno
  • Francesca Del Vacchio
  • Alfonso Grassi
  • Arturo Lissa
  • Michele Maffei
  • Lorena Nicodemo
  • Regina Presutto
  • Enrico Santoro
  • Renato Siniscalchi

Sinossi

Il titolo dello spettacolo ‘Adda passà, rievoca la celebre frase pronunciata da Gennaro Jovine nel terzo atto di Napoli Milionaria, Adda’ passà ‘a nuttata e nasce da una riflessione sul presente, sull’attesa di un ritorno alla nostra quotidianità interrotta dall’emergenza sanitaria. La notte deve passare per tutti noi, reduci da una guerra contro un nemico invisibile che inevitabilmente ci ha trasformato. Come la Napoli di Eduardo, anche la nostra società si manifesta a tratti rassegnata, rapace, fatta di spalle voltate e porte chiuse, di lotta alla sopravvivenza. La pandemia, come la guerra, non può spegnere l’entusiasmo nei cuori della gente, la spontanea solidarietà e la semplicità di cogliere la meraviglia attorno a sé. C’è ancora uno spiraglio di generosità e spirito collaborativo: ne è portavoce Gennaro, ma l’emblema è il ragioniere Spasiano che dona la medicina gratuitamente a Donn’Amalia per salvare la figlia, (si potrebbe fare lo stesso con il brevetto dei vaccini covid19). ‘Adda passà si arricchisce di un significato purificatore dell’animo , diventa la filosofia di un popolo, la massima a cui affidarsi nei momenti di crisi.

Il primo tempo, “La chiave di casa” è una pièce teatrale di Carlo Mauro del 1931.

Mentre fa ritorno a casa, Don Simone incontra l’amico Ciccillo che gli chiede un favore: intrattenere il marito di una signora con la quale ha una tresca amorosa, finché non si troverà la chiave di casa della donna. Dopo che Simone ha accettato controvoglia l’incarico, Ciccillo gli indica il marito dell’amante seduto in una pizzeria. È l’inizio di una serie di vicissitudini ed equivoci esilaranti. Un testo basato sull’amicizia … o forse sull’illusione di “essere amici”.

Il secondo tempo, invece, è tratto dal primo atto di Napoli milionaria di Eduardo De Filippo del 1945.

In un tipico basso napoletano, in piena guerra, vivono Gennaro e Amalia Jovine, con i figli Amedeo e Maria Rosaria. Nonostante Gennaro non approvi, Amalia pratica la borsa nera in società con Errico “Settebellizze” e tra i suoi clienti spicca il ragioniere Spasiano, venuto per comprare alimenti per la sua famiglia al prezzo di svendere le poche proprietà che ancora gli rimangono. Nel finale è messo in scena il funerale di Gennaro, che servirà da intralcio alla retata del brigadiere Ciappa, mentre un nuovo bombardamento colpisce Napoli…

Alfonso Grassi

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Rassegna stampa “A lo stesso punto però a n’ata parte”

Di seguito, raccogliamo e pubblichiamo tutti gli articoli dello spettacolo teatrale “A lo stesso punto però a n’ata parte” prodotto dal Teatro 99 Posti / Co.C.I.S.

  1. http://www.controscena.it/teatro-maschere-chiusura-speranza/
  2. https://www.eroicafenice.com/teatro/gianni-di-nardo-al-tram-a-lo-stesso-punto-pero-a-nata-parte/
  3. http://www.corrierespettacolo.it/a-lo-stesso-punto/

99 Posti, in ricordo di Federico Frasca e Pietro Turco

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Fotografie: Antonia Di Nardo

99 Posti – In scena tra passato e futuro

Open Day 2021/2022

Domenica 26 Settembre il Teatro 99 Posti riapre dopo la chiusura dovuta all’emergenza sanitaria COVID-19. Molte sono le novità.

di Luca Aquino

Non è stato facile affrontare i mesi della pandemia, con le restrizioni che ne sono conseguite. Particolarmente difficile è stato per il Teatro 99 Posti, che si è visto “isolato” dal suo pubblico per più di un anno.
Ma finalmente Domenica 26 Settembre, alle 18:30 il Teatro 99 Posti riapre le porte al suo pubblico, nel rispetto delle norme anticovid. Difatti, è richiesto il Green Pass e si accede solo tramite prenotazione.

L’intento della serata è mostrare agli spettatori una lezione aperta di laboratorio tenuto dagli “adulti”, i quali metteranno in scena anche alcuni monologhi preparati durante le lezioni svolte “a distanza”.

A seguire, sono previsti altri tre open day laboratoriali dedicati ai più giovani:

  • Lunedì 27 Settembre, ore 18, adolescenti
  • Martedì 28 Settembre, ore 17:30, ragazzi
  • Mercoledì 29 Settembre, ore 17:30, bambini

Il Teatro si prepara a partire anche per la nuova stagione già disponibile sul sito del Teatro 99 Posti, in collaborazione con il Consorzio Teatro Irpino.
Fare rete è fondamentale” dichiara Gianni Di Nardo presidente del Co.C.I.S. , l’associazione che anima quotidianamente il Teatro 99 Posti, “non solo per ripartire, ma anche per riuscire a dialogare con le istituzioni e per avere una progettualità con una visione molto più ampia”. (Il servizio è in fondo alla pagina)

Il Teatro 99 Posti ricorda che per accedere a tutte le attività proposte, è necessario associarsi e da quest’anno è possibile farlo comodamente online.
Dunque, un forte in bocca al lupo al Teatro 99 Posti e a tutto il suo pubblico.

Guarda il video - a cura di Primativvù

Workshop Danza 2021/2022

IL PROGRAMMA

ORARIO DI INIZIO DELLE LEZIONI (GIOVEDIVENERDISABATO): DALLE 19:00 ALLE 21:30
DOMENICA MATTINA
PROVA GENERALE E IL POMERIGGIO L’ESECUZIONE IN PUBBLICO

1 WORKSHOP CON BIGLIETTO SPETTACOLO (inclusa la quota annuale TESSERA SOCIO): €80.00
3 WORKSHOP + 1 ABBONAMENTO ALLA RASSEGNA DI DANZA (4 SPETTACOLI): €190.00
1 WORKSHOP + 1 ABBONAMENTO ALLA RASSEGNA DI DANZA (4 SPETTACOLI): €110.00

N.B. I Workshop avranno un numero limitato di allievi per poter lavorare in piena sicurezza secondo le vigenti norme in materia anticovid-19.
Inoltre, è richiesto il Green Pass

Per Info e prenotazioni: telefonare o inviare un msg whatsapp al 3387024044

WORKSHOP 1

____11-12-13-14 Novembre 2021

RE-TR-O’ – STUDI SUL RITMO

Laboratorio coreografico con esito performativo a cura di HILDE GRELLA. Studio del ritmo in forma di struttura di improvvisazione codificata.

Nel corso del laboratorio verranno indagate le possibilità compositive del materiale di movimento elaborato. I partecipanti saranno guidati nello studio attraverso momenti di improvvisazione e apprendimento di materiale già codificato, per stabilire una relazione tra corpo, spazio e musica.

L’interazione/relazione spazio temporale tra i corpi, opportunamente guidata dal coreografo, esisterà in un momento performativo per vivere ed assaporare insieme il piacere della conclusione di un percorso creativo

WORKSHOP 2

____09-10-11-12 Dicembre 2021

IMPASSE – LA MANCANZA DEL TOCCO

Laboratorio coreografico con esito performativo a cura di ANTONELLA DE ANGELIS.

L’emergenza sanitaria ha imposto di approcciare il tema del “toccare” l’altro (abbracciare, spingere, tirare, carezzare, …) da un altro punto di vista. Non più fisico, ma simbolico.

Toccare l’altro significa trasferire quell’azione dentro lo sguardo, la voce, il gesto, la danza. Questa performance prenderà dunque forma dall’impasse della mancanza di tocco, dalla semplicità del respiro, dal suo andamento di riempimento e svuotamento, salita e discesa.

Il laboratorio è un percorso attraverso il quale i partecipanti potranno esprimere le proprie svariate potenzialità artistiche guidati e indirizzati verso la costruzione di una performance finale in cui potranno sentirsi a proprio agio e condividere la propria esperienza umana e professionale nel campo dell’arte per metterla al servizio di una riflessione collettiva.

WORKSHOP 3

____13-14-15-16 Gennaio 2022

AREA RISERVATA – “Le tue azioni parlano così forte che non riesco a sentire cosa dici!”

Laboratorio coreografico con esito performativo a cura di TIZIANA PETRONE.

Il Laboratorio si rivolge a coloro che condividono l’indagine artistica, orientati verso l’esperienza dell’approfondimento collettivo e condiviso.

Obiettivo del laboratorio: Sviluppare uno studio improvvisativo sulle azioni corporee in relazione all’area di interesse: intima, personale, pubblica, sociale e consolidare il gruppo-corpo di lavoro.

Sviluppare una sperimentazione della voce come gesto verbale e della parola nei suoi elementi fisici e corporei. Analisi e discussione collettiva del lavoro svolto, sintesi del laboratorio, performance finale.

Si ricorda che per poter accedere agli eventi è necessario associarsi al Teatro 99 Posti.

È richiesto il Super Green Pass

Querida Gala

Cast

  • Concept, coreografie e regia: Antonello Apicella
  • Musiche originali: Max Maffa
  • Interventi pittorici: Michele Paolillo
  • Disegno luci: Virna Prescenzo
  • Produzione: Campania Danza

Interpreti

  • Olimpia Milione

Sinossi

“Querida Gala” (QG) è un progetto coreografico che si propone di riportare in scena alcuni aspetti della vita di Elena Diákonova, passata alla storia con il semplice nome di Gala.

Lei, donna senza passato, donna in maschera dal personaggio ben inventato, affascinante paradosso, diventato veicolo di una narrativa che tiene a galla il gusto per le storie mai chiuse.

Gala era una donna seduttrice ma scivolosa che rimase ai margini del suo talento per situarsi in secondo piano rispetto all’attenzione artistica e culturale del suo tempo.

Eppure la personalità che appare nelle opere che l’hanno immortalata è ben distinta.

Ispiratrice di diversi poeti surrealisti del primo novecento parigino, fu sposa di Salvador Dalí che la convertì nella sua musa ritraendola spesso nelle sue tele e definendola l’unico personaggio mitologico vivente del tempo.

La donna in generale, la cui femminilità è stata affrontata in vari modi, è da sempre stata oggetto e soggetto d’arte. Con questo progetto però, ci proponiamo di metterla al centro dell’attenzione delle sue scelte senza voler aprire un dibattito sull’eguaglianza ma mostrandone la possibilità di realizzazione personale, seppure non in qualità di protagonista; aprire un dialogo che mostri la presenza delle opportunità che ogni donna ha nella scelta del ruolo da svolgere accanto al proprio compagno. 

Motivo e punti di forza di questo dialogo sono gli scritti che mostrano come la donna  Gala, amata e venerata, abbia scelto di lasciarsi influenzare più dal suo passato che dalla forte personalità artistica dei suoi amori e di rimanere protagonista nella vita privata piuttosto che sulla scena.

Il nostro obiettivo è raccontare storie che possano risvegliare o rispecchiare le emozioni e i sentimenti del pubblico, lasciando un messaggio chiaro e diretto allo spettatore.

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Fotografie: Francesco Carbone e Alessandra Rosa

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Collective Trip 7.0

Cast

  • Concept, Regia e Coreografia: Claudio Malangone e Nicoletta Cabassi
  • Musica eseguita dal vivo al pianoforte: Gabriele De Feo
    (7° Sinfonia di Beethoven nella trascrizione di Franz Liszt)
  • Video: Checco Petrone
  • Costumi: Nicoletta Cabassi
  • Produzione: Borderline Danza

Interpreti

  • Luigi Aruta
  • Adriana Cristiano
  • Antonio Formisano
  • Giada Ruoppo

Sinossi

Collective Trip 7.0 è il momento conclusivo di un “atto di pensiero” che coinvolge in questo 1°studio i due coreografi Nicoletta Cabassi e Claudio Malangone. Tema portante è la settima sinfonia di Beethoven.

Sapersi conoscere e osservare, aprirsi al dialogo e al confronto allo scopo di recuperare una dialettica comunitaria, di reinventarsi e di riscoprirsi all’interno di una fluidità organizzativa e creativa, in cui le strategie di ciascuno diventano supporto alla ricerca artistica. Il punto di partenza è l’idea di un tragitto e quelle trasformazioni che un ambiente e un corpo subiscono durante un percorso, catturando le metamorfosi e le contraddizioni a esso insite.

Un viaggio che trae ispirazione tra ciò che vediamo e ciò che immaginiamo, per condurre in un luogo intimo e caloroso, dove si apre lo spazio per costruire la drammaturgia, identificandone l’essenza non nel contrasto tra i quattro personaggi ma nel confronto tra scena e pubblico.

SINOSSI

Collective Trip 7.0 è così organizzato:

  • “HOP.E in La Maggiore” di Nicoletta Cabassi, 1° e 4° movimento.

L’ascolto della “Settima Sinfonia” di Beethoven infonde un diffuso entusiasmo vitale ma possiede anche tra le note un vago sapore malinconico e avvicinarsi a Beethoven incute sempre un doveroso timore. La domanda principale e perno tematico per la creazione è stato “come ci si sente prima della felicità?”. Allora assieme ai danzatori abbiamo lavorato in sinergia per trovare questo stato d’animo comune, attraverso i loro suggerimenti e attraverso fonti visive tramutate in azioni.

  • “DIE HAPPY” di Claudio Malangone, 2° e 3° movimento.

In un continuo contrasto tra luce e ombra, tensione e riposo, in una sorta di coazione a ripetere, segni evanescenti e leggeri diventano segnali della continua ricerca di un equilibrio tra pulsione e ragione per affrontare il senso dell’esistenza a partire dalla sua transitorietà, passando per l’accettazione di un corpo che dona sofferenza, ma anche di un corpo che è libero di scegliere le proprie passioni. Ed è in esso che la vita si condensa, frammentata e detonata, per poi esplodervi all’interno.

 

Si informa che lo spettacolo contiene scene di nudo, sia maschili che femminili

Galleria Fotografica

Fotografie: Alessandra Rosa e Francesco Carbone

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DIVINE – Pièce di versi in danza

Cast

  • Coreografie: Roberta De Rosa
  • Drammaturgia e Regia: Michele Casella
  • Direzione artistica: Annamaria Di Maio
  • Produzione: ARB Dance Company

Interpreti

  • Roberta De Rosa
  • Martina Fasano
  • Nello Giglio
  • Katia Marocco
  • Nicola Picardi

Sinossi

Donna, sei tanto grande e tanto vali,
che chi vuol grazia e a te non ricorre
sua disianza vuol volar senz’ali.
(Dante Alighieri, Paradiso XXXIII, vv. 11.15)

 

I versi del canto XXXIII del Paradiso sono rivolti alla Vergine, ma in quel “donna” possiamo scorgere tutte le figure femminili che, nella Commedia, il sommo poeta ha esaltato. Più volte nella sua produzione poetica, Dante ci ha invitati a conoscere le “ali” delle donne, angeli in grado di elevare l’uomo a Dio, attraverso anche una semplice apparizione. Ma nella Commedia non ci sono soltanto quelle donne alate, ci sono anche donne alle quali quelle ali sono state spezzate. Francesca nell’Inferno, Pia nel Purgatorio, Piccarda, nel Paradiso, sono tre donne dietro le quali si nascondono storie quasi sicuramente vere e alle quali Dante si ispira. Dietro l’omicidio, l’amore negato, la necessità di piegare il volere di una donna al proprio volere, ci sono quelle ali spezzate che Dante ci racconta, evidenziando la condizione femminile ai suoi tempi e, purtroppo, ancora attuali.  Non si tratta solo di Beatrice, dunque. Lo stesso viaggio di “conoscenza” e di “rinascita” e di “salvezza” di Dante è voluto da tre donne benedette: la vergine Maria, Santa Lucia e Beatrice.

D’altra parte il sommo poeta scelse di scrivere quest’opera proprio per dire di una donna, Beatrice, ciò che nessuno aveva mai detto di alcuna.

 

La Divina Commedia non è solo il viaggio di Dante, ma il viaggio di ognuno di noi: Dante si fa paradigma dell’umanità e guida tutti noi in un percorso verso l’amore, fatto di esperienze terribili e visioni meravigliose. È per questo che, in questa pièce di versi e danza, la figura di Dante non è presente, perché semplicemente è il pubblico che, coronato d’alloro, farà il proprio viaggio. Ad accoglierlo ci saranno solo ed esclusivamente le voci femminili.  Incontreremo Francesca, uccisa dal marito perché amava un altro uomo; Pia, morta per mano del suo amore; Piccarda, sottratta alla scelta monacale per assecondare esigenze politiche familiari. Ma ci saranno anche Matelda, pronta a farci ricordare il bene e dimenticare il male, e Beatrice che, pur essendo angelicata, non rinuncia ad accogliere Dante con i giusti rimproveri.

Un viaggio al femminile che, attraverso uno studio approfondito dei versi, recitati e declinati in danza, dei costumi attraverso l’esame di opera artistiche, attualizzazioni, farà riflettere sulla condizione femminile e sulla discriminazione e parità di genere, uno degli obiettivi significativi dell’Agenda 2030.

 Il titolo “Divine” si riferisce non solo all’aggettivo che accompagna l’opera a partire da un’edizione del 1555, per definirne il valore artistico e la sacralità, ma vuole richiamare anche alla “divinità” presente in ogni donna.  

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