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99 Posti, in ricordo di Federico Frasca e Pietro Turco

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Fotografie: Antonia Di Nardo

Ciao Federico

Il nostro amatissimo Federico Frasca non c’è più. In questi anni – in cui abbiamo avuto l’onore e la fortuna di essere suoi amici e di collaborare con lui in teatro – ci ha trasmesso tanto; l’ironia, la cultura profonda, l’umanità, il calore, la generosità che lo contraddistinguevano sono doti uniche e sono state un dono.

Ecco alcuni momenti dei 25 anni passati insieme. Dalla nostra prima produzione agli ultimi eventi che lo hanno visto protagonista.

Staff Storico del Teatro 99 Posti

Grazie, Federico... Grazie....

Giulietta è bionda

Cast

  • Autore e Regia: Federico Frasca
  • Produzione: Co.C.I.S. / Teatro 99 Posti

Interpreti

  • Said (fratello di Romeo) e Shaoul (fratello di Giulietta): Vincenzo Albano
  • Rashida (sorella di Romeo) e Iasmina (sorella di Giulietta): Roberta Gesuè
  • Giulietta: Maria Irpino
  • Amina (madre di Romeo) e Miriam (madre di Giulietta): Chiara Mazza
  • Elia (padre di Romeo) e Ismail (padre di Giulietta): Vito Scalia
  • Romeo: Carlo Maria Todini

Sinossi

L’azione drammatica trae origine, sviluppo e motivazioni nella vita di due famiglie, di eguale umanità ma divise da pregiudizi, religione e diffidenze, collocate dalla sorte in campi avversi, in Israele ed in Palestina.

Le due famiglie subiscono la tragedia di contrapposizioni, costruite sulle loro teste, da posizioni opposte e speculari, ma vivono il quotidiano attraverso le stesse dinamiche di vita, di comportamenti, di sentimenti, di abitudini, di relazioni, di sofferenza.

È possibile che nasca l’amore tra un Romeo palestinese ed una Giulietta Israeliana? E che venga compreso ed accettato?

Lo spettacolo nasce tra i (dai) teli consunti e polverosi, tra (da) parti di scenografie abbandonate ed oggetti di scena e panni sparsi sul palcoscenico, che sembrano da rottamare, ma sono storia e poesia che oltrepassa il tempo e lo spazio, rimasti lì ad aspettare il ritorno del “TEATRO”.

Qui, il palcoscenico è quello del teatro 99POSTI e la storia (…e la poesia?) sono quelle del COCIS: i teli, i panni, le scene… vengono tutti da spettacoli prodotti prima della lunga pausa per la ristrutturazione … un esilio durato 5 anni!

Ma sono storia e poesia e “materia di stelle” ovunque si accenda un faro, anche piccolo.

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Prima della PRIMA di Antonella Russoniello

Recensioni

Le Mani

Cast

  • Autore: Franco Festa
  • Regia: Federico Frasca
  • Scenografia e Tecnico Luci: Gianni Di Nardo
  • Coreografie: Antonella De Angelis
  • Produzione: C.I.S. / Teatro 99 Posti

Interpreti

  • Vincenzo Albano
  • Maria Irpino
  • Maurizio Picariello
  • Samantha Rossi
  • Elena Spiniello

Sinossi

“Cinque persone, capitate insieme per caso, in una stanza di una villa durante le feste natalizie.
Un ragazzo che ha accettato la sfida di uscire dalla casa in cui si era richiuso, una giovane sbandata, un’ altra che confusamente prova a ritrovarsi, un cinico borghese, una donna matura stanca di sé e della sua vita.
Cinque destini che, in una notte di neve, si incrociano, si fronteggiano, si scontrano.
Da qualche parte, un uomo che cerca una donna che ha perduto. Attese che non si realizzano, destini che pesano, scelte che si consolidano o mutano.
Fuori, gli echi di una città crudele, dietro le tranquille sonnolente apparenze.
All’alba, le decisioni o le fughe.”

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LO SPETTACOLO - finale con Federico Frasca

Prima della PRIMA di Antonella Russoniello

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Luoghi Comuni

Cast

  • Autore e Regia: Federico Frasca
  • Produzione: Co.C.I.S. / Teatro 99 Posti

Interpreti

  • Fedele Canonico
  • Paolo Capozzo
  • Marinella Cataldo
  • Maurizio Picariello
  • Samantha Rossi
  • Vito Scalia
  • Elena Spiniello

Sinossi

“Luoghi Comuni” (contaminato da “Un sorso di terra” di H. Boll) si apre con il buio assoluto accompagnato dalla “voce” del mare. La scena inizialmente si svolge sull’Isola di Ferro dove viene rappresentata la società del xxv secolo, basata solo su schemi ed inutili regole.Alla sinistra del palcoscenico vi è una gabbia, formata da catene aperte,dove giace uno schiavo. Sul resto della scena sono stati collocati vari oggetti che richiamano l’antichità ma vengono considerati sconosciuti e inutilizzabili dagli abitanti dell’isola, i quali li considerano semplici reperti,scoperti sott’acqua,da catalogare. Nella società rappresentata, la scienza viene definita “infallibile”, il sovrano è l’alchimista, mentre lo schiavo è il proletario che è destinato a morire di fame. E’ una società schematizzata dove è proibito parlare, è proibito capire, tutto è proibito tranne ricordare; infatti è proprio grazie alla memoria che si arriva poi a rappresentare in scena l’antica società irpina attraverso il riuscito tentativo dello schiavo di ritornare alle radici,alla propria terra e soprattutto di riscoprire l’umanità perduta. Da ogni gesto e parola degli attori traspare lo scopo dello spettacolo che oltre ad essere stimolo di molteplici riflessioni vuole anche essere un significativo elogio all’antica Irpinia.

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Terra di Transito

Cast

  • Tratto da vari autori
  • Regia: Federico Frasca e Gianni Di Nardo
  • Scenografia: Gianni Di Nardo
  • Costumi: Dina Del Regno
  • Musiche: Pietro Turco
  • Produzione: C.I.S. / Teatro 99 Posti

Interpreti

  • Maria, Giorgio e Paolo: Paolo Capozzo

Sinossi

Liberamente tratto dai testi di Gaber e Ruccello

Terra di transito o terra di nessuno:

  • un porto franco di una umanità tragica (primo personaggio), grottesca (secondo personaggio), comica (terzo personaggio);
  • oppure terra di transito è l’Uomo potenziale in balìa del destino. L’uomo, la cui esistenza è inevitabilmente modellata dall’habitat che lo circonda e che la casualità ha scelto per lui;
  • o semplicemente terra di transito è l’attore che, attraverso la faticosa interpretazione di tre personaggi nella stessa serata, offre al pubblico la sua abilità d’identificazione, la sua ambiguità di uomo e la sua energia dissipata per dare linfa vitale alle tre creature.

Ma chi sono?

Un filo di Arianna le unisce con tracce percettibili:

tutti e tre i personaggi hanno a che fare, direttamente o indirettamente con un’altra terra di transito, la stazione ferroviaria, un coacervo di umanità stanziale e di passaggio;

un nome, che per eccellenza ha identificato l’universo femminile degli ultimi 2000 anni: sante e/o prostitute, normalità e/o follia. Quel nome è Maria.

I PERSONAGGI

Maria

Maria è sgradevole; una umanità desolata; brutta sporca e cattiva. Di quelle che spesso fai finta di non vedere alla stazione ferroviaria;  che ti da fastidio che dormano sotto casa perché infiammano i tuoi sensi di colpa (e non lo dici perché ti vergogni);  che alimenta la tua impotenza frustrante perché non sai che cosa fare;  di quelle che ti fanno fare la buona azione mattutina perché gli hai dato la 500 lire; di quelle che non gli dai i soldi perché hai letto che a una di queste gli hanno trovato i milioni sotto la mattonella con lei morta sopra. Un personaggio di quelli che non hanno storia perché a sentirli parlare dicono cose senza senso e che se li ascolti è perché non sei visto; uno di quelli che se te lo facessero adottare a distanza forse sarebbe meglio. E se Maria fosse Godot?

Giorgio

Maria è appena partita,  è andata via in treno. Lo ha abbandonato e lui si dispera, o almeno così sembra. Giorgio ha anche delle convinzioni a proposito e non le nasconde. Lui chiaramente è la vittima e per questo si  ubriaca, e lo fa davanti agli specchi così convince anche se stesso. Giorgio, in fin dei conti quando sta così, in fondo in fondo, si diverte e diverte gli altri. È un tragicomico istintivo, di quelli che farebbe anche piacere conoscere, parlarci, semmai passarci una serata. Ma a viverci insieme è tutt’altra storia. A Giorgio quel dolorino gli fa male, almeno per un po’. Comunque il suo amore per Maria è fuori discussione. E viene fuori quando fa all’amore. Dopo un po’ meno.

Paolo

È un pendolare Paolo. Sempre la stessa strada. Legge il giornale, così sa tutto degli altri. E osserva. E questo gli riempie la vita. Basta poco a Paolo per emozionarsi, perché certe cose capitano così raramente che anche uno sguardo può essere già amore per uno che non riesce a divincolarsi dal ripetersi quotidiano.

La brunetta, che di lì a poco scoprirà chiamarsi Maria, lo fissa con insistenza nella carrozza del treno dei pendolari, gli sorride, e lui si esalta, la seduce (?) e se la porta a casa.

Sembra fatta:  Paolo ha finalmente preso la vita per le corna. Lui che non devia mai  percorso per essere sempre preparato a tutto, si vede improvvisamente protagonista di un film d’amore e di passione. Peccato però che stavolta il finale non sia a lieto fine.

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Premi & Riconoscimenti

– Festival Nazionale “Teatro XS” di Salerno (I Edizione)

IL TRAILER

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“L’interprete dello spettacolo “Terra di transito” merita il premio come migliore attore per aver mostrato, oltre a una buona tecnica dell’uso della voce e del corpo, una duttilità mimetica capace di dar efficace espressività ai vari e diversi personaggi rappresentati. Va detto ancora che Paolo Capozzo riesce, sulla scia della tradizione attorica di area napoletana, a trovare un giusto equilibrio tra istrionica esteriorità e una carnalità più prosciugata ed essenziale”.

Festival Nazionale “Teatro XS” di Salerno (I Edizione), motivazioni della giuria per il premio come “Miglior Attore” a Paolo Capozzo per lo spettacolo Terra di Transito – regia d Federico Frasca e Gianni Di Nardo

Tunnel

Cast

  • Autore: Franco Festa
  • Scenografia: Antonio Ippolito
  • Tecnico Luci: Gianni Di Nardo
  • Costumi: Caterina Vitale
  • Produzione: C.I.S. / Teatro 99 Posti

Interpreti

  • Ersilia Caso
  • Roberta Gesué
  • Maria Irpino
  • Fiorella Zullo

Sinossi

“Tunnel” è un dramma al femminile in cui emerge tutto il bisogno di amore dell’essere umano, anche in un mondo ostile, ipocrita e senza speranza: il nostro.
Ci troviamo, appunto, in fondo ad un tunnel, proprio il sottopassaggio scavato nel ventre della nostra città: una grotta artificiale, una cavità senza sbocco. Il tunnel per Avellino è un emblema, simbolo dello spreco e del non finito. Al suo interno vi sono tre prigioniere, ognuna con il proprio mondo e il proprio dolore, che scelgono di fuggire per rinchiudersi in un luogo sicuro, sebbene oscuro. C’è una professoressa di lettere che continua a correggere compiti, una giovane reduce da una delusione d’amore che l’ha esasperata e una donna che fugge da un marito violento e insensibile.  Non si comprendono immediatamente i motivi per cui le donne si trovino nel tunnel, ma le ragioni pian piano si palesano: fuori ci sono solo individui sempre più distanti che abitano una città vile e arida, priva di identità e di umanità. E il presente è solo l’anticamera di un più tetro futuro. Il flebile segnale di una radiolina fa riecheggiare, in fondo alla caverna inospitale in cui non si distingue il giorno dalla notte, notizie dalla superficie. Poi arriva una nuova presenza, sempre femminile, una giovane giornalista precaria in cerca di scoop, che costituisce un motivo di squilibrio e che mette le altre davanti alla dura realtà della loro solitudine e dell’indifferenza che hanno lasciato fuori, nel mondo esterno che è sempre più distante. Un punto di non ritorno che capovolge la situazione: sono gli altri, coloro che dimenticano e che non sanno più amare, a trovarsi in un tunnel senza uscita, intrappolati in un deserto di emozioni. E nasce una domanda spontanea: cosa accadrebbe se sparissimo?
Tunnel è un testo fortemente politico. Le tragedie individuali dei personaggi sono drammi collettivi che la città finge di non vedere, per pigrizia e per aridità. Nell’opera vengono rievocati anche fantasmi dell’Isochimica, della terra dei fuochi, della piaga dei suicidi e tanto altro; purtroppo è in questi dettagli che riconosciamo la nostra terra: fonte d’amore e di dannazione.
E in quelle note di chitarra, nella canzone che le donne cantano in coro, (Un giorno dopo l’altro – Luigi Tenco) c’è la nostalgia di una città che non esiste più…

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LO SPETTACOLO - parte 1

LO SPETTACOLO - parte 2

IL PROMO di Antonella Russoniello

L'INTERVISTA - Irpinia TV (ITV)

L'INTERVISTA - Orticalab

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