La Madre

Autori e Regia

  • Bertolt Brecht Autore
  • Carlo Cerciello Regia
  • Teatro Elicantropo Produzione

Attori

  • Imma Villa
  • Antonio Agerola
  • Cinzia Cordella
  • Marco Di Prima
  • Annalisa Direttore
  • Valeria Frallicciardi
  • Michele Iazzetta
  • Cecilia Lupoli
  • Aniello Mallardo
  • Giulia Musciacco
  • Roberta Di Palma
  • Antonio Piccolo

Sinossi

SUL TESTO di Brecht
Bertolt Brecht ha tratto la materia del suo Lehrstück La Madre (1932) dall’omonimo romanzo di Maxim Gorki (1907) che narra la storia di Pelagia Vlassova che, convertita al pensiero politico del figlio Pavel e dei suoi amici, viene coinvolta nelle loro azioni clandestine e per questo chiamata da tutti La Madre.
Brecht allunga la durata della vicenda nel tempo (fino alla prima guerra mondiale e alla vigilia della rivoluzione d’ottobre), rispetto all’opera originale di Gorkij, e ne allarga dunque anche i significati; è un notevole modello di Lehrstuck, cioè di dramma didattico, ma portato ben oltre le misure geometriche, per esempio, di «L’ eccezione e la regola». C’è in realtà, qui, invece dell’equidistanza che caratterizza la posizione di Brecht nei confronti dei personaggi-pedine delle sue drammaturgiche partite di scacchi (parliamo sempre dei drammi didattici), un’evidente carica sentimentale che investe il personaggio di Pelagia Vlassova, la madre. Questa carica, tuttavia, non porta all’ identificazione dell’autore col personaggio.
Grosso animale, tutto istinto e intelligenza naturale, Pelagia Vlassova, madre dell’operaio Pavel, giovane rivoluzionario nella Russia del 1905, è posta al centro dell’azione, come oggetto di un esperimento di recupero alla coscienza della sua classe. Non per nulla, quest’opera di Brecht, scritta fra il 1930 e il 1931, ultima ad essere rappresentata, con una memorabile interpretazione di Helene Weigel (che fu anche la protagonista della famosa ripresa al Berliner Ensemble), nella Germania pre-hitleriana (poi, per Brecht, sarebbe cominciato l’esilio), venne anche definita la «storia di un apprendistato». E’ l’apprendistato della madre proletaria sulla «lunga strada tortuosa della sua classe»; con i vari gradini, su su fino alla consapevolezza completa, che la rende forte fino a farle sopportare quasi senza battere palpebra la morte del figlio fucilato dalla polizia zarista.
Nella Russia negli anni compresi tra il 1905 e il 1917, Pelagia Vlassova compie una decisiva presa dl coscienza dei problemi e delle sofferenze della sua classe. Il suo è un cammino ascensionale: certo, al suo primo atto rivoluzionario è spinta per difendere il figlio Pavel, ma successivamente a ogni sua nuova azione cresce in lei la consapevolezza e la convinzione che le cose debbano cambiare: ed eccola allora diventare «l’incarnazione medesima della prassi» come ha rilevato giustamente Walter Benjamin.
Lo scopo primo di Brecht era qui quello di mostrare a un pubblico proletario che alla scuola della lotta quotidiana i lavoratori possono trasformarsi in tecnici della politica; è pertanto chiaro che in alcuni punti si cada nella divulgazione di un comunismo che oggi può apparirci un poco elementare. Ma non dobbiamo dimenticare gli anni in cui Brecht scrisse La madre, anni che vedono la Germania trascinata in un caos senza precedenti: situazione catastrofica (quattro milioni di disoccupati nel dicembre 1930 che salgono a cinque nei pri­mi mesi del ‘31) nella quale lo stesso partito comunista non si distingue per chiarezza strategica. Si spiega così facilmente il richiamo, in termini molto semplici, ai limiti della divulgazione spicciola, di Brecht, a una corretta prassi marxista.
L’interesse e il valore de La madre non sono però di natura esclusivamente politica, dobbiamo pure sottolineare che il lento configurarsi, entro gli schemi del teatro didattico, di un nuovo personaggio drammatico, che non è più l’anarchico ribelle degli esperimenti giovanili, ma neppure la maschera astratta di tanti Lehrstucke, si coagula per la prima volta nel profilo aspro e insieme umano della Madre, con cui Brecht inaugura quella galleria di straordinarie figure femminili che giunge attraverso Mutter Courage e Shen Te, fino alla Grusa del Kaukasischer Kreidekreis.

Galleria Fotografica

Premi & Riconoscimenti

– Spettacolo candidato al premio Landieri Vodisca Teatro
– Con Imma Villa – Premio della Critica A.N.C.T. 2013
– Spettacolo Vincitore del 12° Festival Teatrale di Resistenza – Premio Museo Cervi –
Teatro per la Memoria
con la seguente motivazione:

“Spettacolo vorticoso, di altissima intelligenza teatrale nella coralità d’insieme, nella recitazione dei singoli interpreti, prodigiosa la protagonista, Imma Villa nella parte di Pelagia Vlassova, il ruolo del titolo, una regia di Carlo Cerciello, colta e rigorosa nei singoli elementi e geniale nell’insieme, travolgente nella veloce scansione delle scene lasciando però anche il tempo per la più intensa delle commozioni (la morte del figlio), con gli elementi dello straniamento Brechtiano che – come doveva essere – sanno ben dialogare con l`immedesimazione più intima, coinvolgendo anche il pubblico nella complessa dialettica tra emozione e razionalità, partecipazione profonda e consapevolezza critica.”

Prima della PRIMA di Antonella Russoniello

IL TRAILER

Recensioni

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