Home » Una tragedia reale
Cast
- Autore: Peppino Patroni Griffi
- Regia: Domenico Palmiero
- Assistente alla Regia: Valentina Del Prete
- Direttore di Scena: Giovanni Del Prete
- Costumi e Disegno di Copertina: Serena Ascione
- Scenografia: Liceo Artistico San Leucio e Domenico Palmiero
- Direttore di Produzione: Nunzio Tedesco
- Realizzazione scene: Giovanni Santonastaso
- Trucco: Maria Palmiero
- Trasporti: Pasquale del Prete
- Assistente di Scena: Rosaria Salzano
- Produzione: Compagnia FSSL
Interpreti
- La Regina: Domenico Palmiero
- Il Premier: Antonio Lippiello
- La principessa sorella: Attilia Maurano
- Molly: Iris Golino
- Lo Sconosciuto: Salvatore Sorrentino
- La regina madre: Nunzia D’Aiello
- Il Principe: Giovanni Del Prete
Sinossi
La vicenda dello spettacolo si ispira alla tragica fine della principessa Diana, mito planetario pop con derive da rotocalco, e ritrae con gusto dissacrante la reazione convulsa e aspra della Regina. Intorno al suo letto compaiono Molly, la dama di compagnia, il principe ereditario ex marito della defunta, la principessa sorella della regina e il Primo Ministro che cerca di convincere Sua Maestà a consegnare il feretro della principessa-martire allo sguardo costernato dei sudditi e dei mass-media di tutto il mondo.
A distanza di venticinque anni dalla sua stesura e dal primo allestimento, affrontiamo Una tragedia reale (1999), bizzarra e imprevedibile scrittura di Peppino Patroni Griffi. Siamo di fronte a un sagace divertissement parodistico, arricchito da un lessico popolare e virulento, che sembra risalire dal repertorio fiabesco del Basile condito da una buona dose di politically incorrect.
Con Una tragedia reale, Peppino Patroni Griffi chiude il suo percorso di drammaturgo fedele alla sua indole più intima: quella di cantore “naturale e strafottente” di una cultura che da sempre ha mosso il suo estro, un luogo della mente dove tragedia e scherno convivono e il confine tra vita e morte è solo un’ingannevole apparenza.
NOTE DI REGIA
Nel fascino grottesco e strafottente pervenutomi durante la sola lettura di questo testo, mi ha colpito molto la capacità di offrire al pubblico l’occasione di spiare le viscere di una vicenda drammatica e complessa come quella della morte di Lady Diana (a cui l’Autore fa un esplicito riferimento pur non citando i nomi dei protagonisti in modo esplicito). Questa vicenda si scioglie in un clima di comicità amara e pungente, lasciando spazio alle reazioni probanti di chi avrebbe dovuto di lì a poco mostrarsi alla società addolorato e affranto.
Il tentativo politico e disperato di piegare, quindi, l’immagine di una vicenda per come la vuole vedere l’opinione pubblica, delinea ancora una volta la situazione in cui la realtà dei fatti, come le reazioni esasperate della Regina prese a pretesto da Patroni Griffi, rimangono nell’intimità di una stanza da letto senza che il popolo possa prenderne atto e possa finalmente trovarsi difronte a una situazione chiara e limpida! Anzi, al contrario, la società civile lascia correre il fatto per come gli viene raccontato pur sapendo di trovarsi difronte a un’ipocrisia appuntita!
Questo meccanismo mi ha lasciato operare sul rapporto ambiguo di lotta e amore che ogni personaggio ha con la propria immagine – quello che appare e quello che è – tormentati dalla presenza scenica di specchi capaci di spiarli anche mentre sono in bagno. C’è un’ammirazione verso la vera immagine di sé, o rammarico? Resta in ogni modo sconfortante vedere come una Famiglia Reale – simbolo del potere assoluto – si preoccupi con esasperazione di studiare a tavolino come apparire, lasciandosi alle spalle ogni credo ed etica personale. Lo studio certosino di come apparire mi lasciava vedere questi personaggi intrappolati in dei piccoli palcoscenici, dietro sipari piccoli e leggeri che per quanto possano coprire, tradiscono la vera immagine di chi vi si ripara dietro. È il Teatro a rendersi, insomma, protagonista di questo spettacolo; il Teatro nelle sue forme poetiche e storiche, quasi a ricordare meccanismi colorati ed esasperati della grande tradizione della Commedia dell’Arte, e in una forma di ipocrisia sociale perniciosa che ricorda la vera finzione nella quale tutti siamo caduti!
Domenico Palmiero
Galleria Fotografica
Fotografie: Antonio Colucci
Recensioni
Gaetano D’Errico
“La geniale opera di Griffi ci lascia sbirciare dietro la maschera di una madre che non può essere immune al fastidio, alla rabbia, allo sconforto per una vita ben lontana da quella desiderata per il proprio figlio. Non c’è corona che possa mutare la situazione, va indossato il costume giusto e bisogna mostrarsi come si conviene, ma la sensibilitá viscerale resta la stessa.
Un percorso preciso, con tempi più che sostenuti, perseguito con una maestria che ci ha attratti dalla prima all’ultima battuta. Il tumulto emotivo di tutti i personaggi si è manifestato perfettamente, rendendo così pienamente godibile tutto lo spettacolo.
L’interpretazione dei ruoli di tutti gli attori è stata a dir poco brillante, parti di un corpo unico al massimo della forma.
Ancora una volta, l’ineccepibile interpretazione di questa semplicemente complessa tragicomica commedia, fa riflettere sull’eccellente, appassionato, e duro lavoro di Domenico Palmiero nel portare in scena capolavori che solo un vero professionista può decidere di voler affrontare.”
Giovanni Della Corte
“Partirei dalla scenografia davvero di grande creatività. Si aveva l’idea di un appartamento reale con i tre ambiti e i telefoni sparsi. Complimenti per questo. Interpretazione magistrale la tua, Domenico, e non è una sorpresa ma davvero bravi tutti gli attori. Momenti di grande ilarità, con battute quasi mai scontate, e momenti di riflessione per la vita tormentata della protagonista. Una prova da grande compagnia.”
Successo per “Un tragedia reale” andato in scena al Teatro Don Bosco di Caserta. La sala dei Salesiani era gremita per la commedia, scritta da Peppino Patroni Griffi, che ha chiuso la stagione Silver allestita dal Direttore artistico Lello Giacco. A portare in scena la farsa ispirata alla tragica fine della principessa Diana è stato Domenico Palmiero che oltre che firmare la regia ha impersonato sulla scena la Regina con un interpretazione magistrale dove dissacrazione e irriverenza si sono mischiate a ilarità divertendo il pubblico che ha potuto apprezzare anche la bravura degli altri attori ovvero Antonio Lippiello, sulla scena nei panni del premier, Iris Golino, nella parte di Molly, la governante tutto fare della Regina, Attilia Maurano e Giovanni Del Prete, che ha interpretato rispettivamente la principessa sorella e il principe ereditario, Nunzia D’Aiello, sulla scena la Regina madre e lo sconosciuto interpretato da Salvatore Sorrentino. Le scene sono state disegnate dagli studenti del Liceo artistico San Leucio e da Domenico Palmiero e realizzate da Giovanni Santonastaso. Assistente alla regia Valentina Del Prete, Direttore di scena Giovanni Del Prete, costumi realizzati di Serena Ascione, Assistente di scena Rosaria Salzano, trucco a cura di Maria Palmiero, trasporti a cura di Pasquale Del Prete, Direttore di produzione Nunzio Tedesco. Produzione di FSSL Compagnia di Teatro.