NOVANTA NOVESIMO CANCELLO

Autori e Regia

  • Vincenza Tomaselli Regia
  • Vincenza Tomaselli, Carmen Battaglia, Valentina Giuffrida – Drammaturgia
  • Samuele Gay – Grafica
  • Elaine Carmen Bonsangue, Carmen Battaglia, Valentina Giuffrida, Giordano Gennaro, Vincenza Tomaselli – Video
  • Gabriella Barbagallo e Salvatore Adorno – Musiche, Arrangiamenti e Suoni
  • Associazione Culturale “ARTWORK” – Produzione

Attori

  • Annalisa Insardà

Sinossi

Lo spettacolo “NOVANTA NOVESIMO CANCELLO” racconta l’origine e l’evoluzione di un paradosso: in un mondo dove l’uomo combatte ogni giorno la sua battaglia contro il mal di vivere, la pazzia diventa il tragico e biasimato simbolo di libertà di tutte le guerre personali e sociali. Proprio smascherando questa contraddizione, la sceneggiatura (rielaborata e adattata sul soggetto dell’opera letteraria omonima) si apre su un mondo onirico e allucinogeno, desertificato e distrutto da un supremo conflitto con la realtà e la quotidianità dove la ricerca della pazzia e della felicità, correndo per tutto il tempo su due binari paralleli, si riuniscono alla fine dell’esperimento, in una fertile armonia fra mente e corpo, istinto e ragione.

“NOVANTA NOVESIMO CANCELLO” racconta la storia di un’umanità estinta nell’universo dei compromessi, nella quale una superstite conduce lo spettatore sulla soglia della propria desolazione invitandolo a riflettere sull’irreversibilità della vita, sul peso ingombrante dei ricordi, sulla devastazione dei sensi di colpa, su una costituzione sociale in cui le forme prevalgono sui contenuti, l’apparenza vince sulla realtà, la verità perde significato e diviene un fantasma. “NOVANTA NOVESIMO CANCELLO” è la storia di un esperimento fondato su una logica violenta e sottile determinata a combattere i canoni dell’estetica del potere; è la lotta del singolo contro l’inganno universale che attraversa i meandri dell’autodistruzione per giungere alla pace e all’amore per sé stesso. 

Regia

Per la realizzazione di questo spettacolo la giornalista siracusana Vincenza Tomaselli ( studiosa di antropologia, sociologia, filosofia e storia del cinema ) ha voluto intraprendere un approfondito lavoro di preparazione ispirato al metodo di K. S. Stanislavskij relativamente al lavoro dell’attrice su sè stessa e alla costruzione psico-emotiva del suo personaggio. I legami e le relazioni fra i personaggi onirici e la protagonista sono stati indagati e sviluppati attraverso una metodologia basata sull’improvvisazione fisica che trova le sue basi nella Psicomotricità Espressiva e nel Teatro-Danza, elaborata appositamente come mezzo di ricerca artistica ai fini del presente lavoro. La messa in scena del testo è ritmata dall’alternanza incalzante fra teatro e proiezioni video, fra monologhi realistici e momenti onirici e visionari che danno modo di seguire la vicenda non solo su un piano intellettuale, ma anche sul piano più intuitivo della rappresentazione visuale e delle immagini. In un equilibrio nel quale trovano spazio ironia e dramma, la stesura drammaturgica-poetica e dai contenuti fortemente filosofici congiunta alla spiccata carnalità dell’interprete protagonista, rende il personaggio di “NOVANTA NOVESIMO CANCELLO”, reale e onirico, ideale e corruttibile.

Galleria Fotografica

IL TRAILER

Recensioni

Il teatro mi ha partorita. Il teatro mi svuota ogni volta che mi tiene su quelle tavole. Fa tutto quello che vuole. Io guardo e lascio fare. Anche quando fa male. Come un dottore che per sistemarsi un osso ti provoca un indicibile dolore. Ma poi l’osso è a posto e tu sei in piedi”. A parlare è l’attrice Annalisa Insardà, calabrese di nascita che mette sempre in evidenza la sua anima nel manifestare un’arte che è connaturata con il suo essere. E’ un po’ come dire che certe peculiarità umane e professionali nascono con te e poi vengono affinate attraverso la passione, l’esperienza e la maturazione personale. Più volte nel corso degli anni ci siamo occupati della carriera artistica di Annalisa Insardà anche attraverso interviste intimiste, capaci di scavare il senso dell’esistenza e del significato di credere fermamente in ciò che si fa. Ebbene, tutte le volte ho colto in lei il tratto di un personaggio interessante, da scoprire, da leggere come un libro in cui il voltar delle pagine ti fa sempre scoprire qualcosa di nuovo, di significativo sul valore dell’artista ma soprattutto della persona. “Nascere al Sud non è una condanna, ma una risorsa. Noi calabresi, per esempio, non siamo persone qualsiasi, ma uomini e donne che vivono in una terra compresa tra l’Etna (tremila metri di fuoco sopra il livello del mare) e il Marsili (tremila metri sotto il livello del mare). Questo fuoco si sente tutto. E’ pneumatico. Una compressione tangibile che inevitabilmente tempra. Quindi nascere al Sud è una benedizione. Poi, invece, venire dal Sud è molto più articolato, ma questa è un’altra storia”. Ecco, da queste chiare e significative parole si evince la vera natura di una persona orgogliosa delle proprie radici.

Detto questo, desidero parlare dello spettacolo teatrale che Annalisa Insardà sta portando avanti con successo. “Novantanovesimo Cancello” tratto dall’omonimo libro di Vincenza Tomaselli, spiega senza vergogna quelli che sono i confini dentro cui può vagare il comportamento umano pur di sottrarsi all’identificazione di se stesso. Novantanove sono i cancelli da superare per annientare il mal di vivere e conquistare la felicità. Novantanove ostacoli interiori da sconfiggere per raggiungere la pace di anima e corpo. Novantanove storie marchiate a fuoco sulla pelle della protagonista che emulano un cammino iniziatico fatto di partenze e ritorni, impennate e cadute rovinose. Un viaggio emozionante alla scoperta di sé e di una vita vissuta come un reato da scontare. Temi impegnati, profondi, che si intrecciano con la natura dell’artista Annalisa Insardà, capace di portare in teatro e con il massimo impegno, argomenti che lasciano traccia in chi assiste a questo spettacolo cine teatrale prodotto dall’Associazione Culturale Artwork che ha debuttato a Canicattini Bagni in provincia di Siracusa il 22 febbraio scorso, che continuerà il 29 febbraio e l’1 marzo a Catania, il 7 e l’8 marzo ad Avellino, per poi protrarsi in un tour nazionale in tutta Italia fino a dicembre 2020. Si tratta di un esperimento artistico in cui l’attrice Annalisa Insardà mette in sinergia una linea narrativa onirica proiettata su un maxi schermo e una linea narrativa reale recitata sul palco. Il tema trattato è quello della “pazzia” intesa come unica scappatoia del nostro tempo al mal di vivere. Ecco, questo è il senso di uno spettacolo impegnato che mette alla prova le grandi qualità interpretative di Annalisa Insardà, un’attrice in cui l’arte della recitazione, della gestualità, dell’espressività e del modo di porsi, sono connaturati con la sua anima.

Salvino Cavallaro
http://www.siciliapress.it/2020/02/28/annalisa-insarda-a-teatro-con-novantanovesimo-cancello/

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