La Gerusalata Liberemme

Autori e Regia

  • Elda Martino Adattamento teatrale
  • Antonio Ippolito Scenografie
  • Gilda Guerriero Costumi
  • Gianni Di Nardo Regia
  • Co.C.I.S. – Produzione

Attori

  • Paolo Capozzo
  • Maurizio Picariello
  • Elena Spiniello
  • Fedele Canonico

Trama

Ispirato alla sceneggiatura originale del film “Brancaleone alle crociate” di Mario Monicelli

Durante le crociate, una scalcagnata compagnia di poveri cristi, guidati da un altrettanto scalcagnato cavaliere, tenta di raggiungere la terra santa per portare a termine una delicata missione.
Partendo dalla sceneggiatura del film di Monicelli, lo spettacolo rilegge la figura di Brancaleone e del suo seguito, trasformandoli in una compagnia di attori evocati per rappresentare, ancora una volta, la “commedia umana” fatta di guerre,lotte per il potere, amicizia, tradimenti, disillusioni ed amore, all’interno di quell’idea di Medioevo, offerta già dal film, e qui reinterpretata grazie ad un impianto scenografico essenziale ma fortemente evocativo nella sua costante scomponibilità. A fare da filo conduttore,il linguaggio, fortemente teatrale, de “Lo cunto de li cunti” di Giovan Battista Basile, di un misterioso narratore. Il viaggio verso Gerusalemme diviene, così, il percorso di formazione di un cavaliere, ma, soprattutto, di un uomo che, nello scontro con la realtà, vedrà completamente ribaltati i suoi valori di riferimento.

Galleria Fotografica

Prima della PRIMA di Antonella Russoniello

IL TRAILER

Recensioni

Prodotto dal Co.C.I.S e dal Teatro 99 posti di Avellino, “La Gerusalata Liberemme” è un lavoro che dimostra una volta di più che quando si mette riparo alla povertà dei mezzi ricorrendo all’ingegno e alla fantasia, i risultati sono sempre notevoli. […] Gianni Di Nardo, regista dello spettacolo, dirige il gruppo di attori con attenzione e intelligenza, reinventando con molta fantasia un medioevo giocoso e picaresco, direi quasi infantile, dove un manico di scopa può diventare una spada, o uno spiedo, o il bastone di un vescovo, e dove i viaggi avvengono a bordo di una nave disegnata sul cartone, citazione esplicita dei titoli del film disegnati dal grande Lele Luzzati. Le scene di Antonio Ippolito, molto belle nella loro essenziale teatralità, sono costituite da due semplici rampe di scale in legno che ruotano, si uniscono, si separano, si dividono in quattro, trasformandosi in boschi, palazzi, colonne, ponti. E davvero molto belli sono anche i costumi di Gilda Bruni, lontani da una didascalica verosimiglianza storica, e gli originalissimi copricapo di Giuseppe Di Giovanni, di una strampalata, geometrica assurdità. Le musiche e i suoni, eseguiti dal vivo, sono di Giuseppe Vietri. Tra gli attori, davvero tutti molto bravi, vorrei citare almeno Paolo Capozzo, interprete del simpatico e presuntuoso protagonista, Maurizio Picariello, nel doppio ruolo di un personaggio troppo saccente e di un re che parla uno strano siciliano maccheronico, Elena Spiniello, un’ironica strega che non si capisce se ci è o ci fa, e Fedele Canonico, che salta da un personaggio all’altro con ammirevole disinvoltura.

A cura di: Mirko Di Martino
Il Corriere di Avellino
www.teatroteatro.it

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